10 Giugno 2025

Privacy e Cybersecurity: anche in viaggio siamo responsabili

Privacy e Cybersecurity: anche in viaggio siamo responsabili

Il visual hacking consiste nel rubare informazioni semplicemente osservando schermi o documenti. È una minaccia sottovalutata in uffici e luoghi pubblici. L’articolo spiega i rischi e le principali misure per proteggere privacy e dati sensibili.

Viviamo in un’epoca in cui il concetto di “ufficio” ha superato i confini fisici dell’azienda. Treni, aerei, hotel e caffetterie si sono trasformati in postazioni di lavoro temporanee, complice lo smart working e la crescente mobilità dei professionisti.

Ma mentre la tecnologia ci permette di essere sempre connessi e operativi, non sempre siamo altrettanto pronti a gestire i rischi che ne derivano, in particolare per quanto riguarda la protezione dei dati sensibili.

Il pericolo silenzioso: il Visual Hacking

Uno dei rischi più sottovalutati è il Visual Hacking, noto anche come shoulder surfing. Si tratta della possibilità che occhi indiscreti, anche involontari, possano accedere a informazioni riservate semplicemente guardando lo schermo di un computer o di un tablet.

Questo accade più spesso di quanto immaginiamo. Seduti vicini in aereo o sul treno, in fila in aeroporto o in una sala d’attesa, possiamo inconsapevolmente esporre dati aziendali riservati, documenti sensibili, o informazioni personali su collaboratori, clienti, strategie o piani futuri.

Le conseguenze di una distrazione

Anche un semplice sguardo può trasformarsi in un problema serio:

  • Danno reputazionale per il professionista e per l’azienda
  • Violazione della privacy, soprattutto quando si tratta di dati personali o contrattuali
  • Implicazioni legali, in particolare in relazione al GDPR e alle norme sul trattamento dei dati
  • Perdita di vantaggio competitivo se informazioni strategiche finiscono nelle mani sbagliate

Come possiamo proteggerci?

La soluzione non è la paranoia, ma una cultura della consapevolezza, fatta di buone pratiche semplici ma efficaci.

1. Usa un filtro privacy per lo schermo

Si tratta di pellicole che oscurano la visione laterale, impedendo a chi è seduto accanto di leggere i contenuti. Un piccolo investimento che fa una grande differenza.

2. Valuta il contesto prima di aprire file sensibili

Serve davvero aprire quel file in questo momento? Se ci troviamo in un luogo affollato o in una situazione poco riservata, è meglio rimandare. Il contesto è parte integrante della sicurezza.

3. Formazione e policy aziendali

Le aziende dovrebbero fornire formazione mirata sui rischi del lavoro in mobilità e dotare i dipendenti di strumenti adeguati (VPN, filtri, dispositivi cifrati). Una buona policy è tanto importante quanto una buona tecnologia.

4. Blocca sempre lo schermo quando ti allontani

Può sembrare banale, ma è una delle misure più efficaci. Anche per pochi secondi, lasciare lo schermo sbloccato in uno spazio condiviso è un rischio evitabile.


Lavorare ovunque è una grande libertà, ma comporta anche una nuova forma di responsabilità. La cybersecurity non è fatta solo di firewall e password, ma anche di comportamenti quotidiani intelligenti, soprattutto quando ci troviamo fuori dalla nostra comfort zone digitale.

La protezione dei dati è un dovere continuo, che inizia dalla consapevolezza e si traduce in azioni concrete. Anche quando siamo a 10.000 metri di altezza.

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